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Trasformare disegni in prodotti: la nuvola che scolpisce

Lo leggo dopo
11/01/2012
Luca Dello Iacovo

Gestire una stampante tridimensionale a casa, attraverso un’applicazione per iPad. Pochi passi per plasmare un oggetto: toccare lo schermo, disegnare con una penna e aiutarsi nel processo creativo anche con Kinect, il controller per i giochi di Microsoft che permette di tracciare segni sulle pagine digitali senza sfiorare nulla, ma con i movimenti del corpo. Il passaggio successivo per approddare dall’idea alla sua realizzazione è la fabbricazione 3D: avviene attraverso una macchina per la prototipazione rapida, progettata da 3D Systems Corporation e chiamata Cube. È in grado di incidere, per esempio, supporti plastici uno strato dopo l’altro fino a costruire un oggetto completo: nell’insieme, secondo l’azienda, si tratta di una piattaforma di “cloud printing”. In particolare, chi pubblica una bozza sul sito web Cubify.com o progetta un’applicazione per la modellazione ottiene il 60% del ricavato dalle vendite, con un modello simile a quello sperimentato su AppStore, ma con una quota inferiore rispetto al 70% previsto nel negozio online di Cupertino per gli sviluppatori software.
Cube non è l’unica. Anzi. Ha debuttato da poco Sculpteo: si tratta di un’applicazione per la stampa tridimensionale “on demand”, integrata con una rete distribuita di strutture per la fabbricazione sul territorio. Semplificando, gli
utenti possono caricare sul sito web di Sculpteo le bozze 3D (in formati come Obj, Skp, Kmz e molti altri). Non si tratta di un’operazione alla portata di chiunque: è necessario utilizzare un software per la modellazione, come Google Sketchup, adoperato ad esempio per ricostruire edifici nel mappamondo di Earth da visitare anche all’interno. Nel precedente caso di Cube, invece, l’applicazione semplifica il processo di design con una penna ottica
che tocca lo schermo di iPad. Una volta deciso cosa si vuole produrre, l’ordine viene inviato da Sculpteo a una struttura per la stampa tridimensionale e il prodotto arriva a casa attraverso una spedizione. Le bozze possono essere condivise online nella nuvola informatica, anche per ricevere ulteriori suggerimenti dalla community. Secondo Gartner le stampanti 3D sono in una fase del ciclo iniziale di attenzione da parte dell’opinione pubblica e dei media: occorre ancora raggiungere il momento del picco di interesse che porta prima alla disillusione e, poi, alla maturità di una tecnologia per le masse. La previsione della società di analisi è che arriveranno sul mercato con un’ampia adozione fra due-cinque anni. Sono progetti, però, che hanno già richiamato ingenti investimenti. Foundry Group e altri due gruppi di venture capital hanno sostenuto con dieci milioni di dollari Makerbot, una startup newyorkese che ha lanciato sul mercato la sua Thing-O-Matic, una macchina per la prototipazione rapida: è aperta a modifiche e integrazioni attraverso kit che permettono di allargare i confini del processo creativo. Sulla medesima scia Shapeways: è stata il punto di partenza per fabbricare oggetti dal mondo digitale di Mineway e
ottenerli a domicilio.

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